
12) Plotino. La conoscenza dell'Uno  visione.
    La conoscenza dell'Uno si pone al di l del sapere epistemico;
essa si manifesta come presenza dell'Ineffabile, come visione. Il
percorso verso l'Uno  soltanto individuale, ma utile pu essere
la guida di un buon maestro

Enneadi, sesto, 9, 4 (vedi manuale pagina 210).

    E le difficolt ci si presentano soprattutto perch la
conoscenza di Lui [dell'Uno] non si ottiene n per mezzo della
scienza [kat'epistmen], n per mezzo del pensiero [kat nesin],
come per gli altri oggetti dell'Intelligenza, ma per mezzo di una
presenza che vale di pi della scienza [kat parousan epistmes
krettona]. L'anima, quando acquista la conoscenza di qualche
cosa, si allontana dalla sua propria unit e non resta
completamente una: la scienza, infatti,  un processo discorsivo,
e codesto processo  molteplicit: perci, una volta caduta nel
numero e nella molteplicit, essa perde l'Uno. E' dunque
necessario oltrepassare la scienza e non deviar mai
dall'unitariet del nostro essere;  necessario allontanarsi sia
dalla scienza, sia dai suoi oggetti e da ogni altra cosa, anche se
sia bella da contemplare: poich ogni bellezza  inferiore
all'Uno, come la luce del giorno deriva tutta dal Sole. Perci si
dice che Egli  ineffabile e indescrivibile [oud retn oud
graptn]. E tuttavia noi parliamo e scriviamo per avviare verso di
Lui, per destare dal sonno delle parole alla veglia della visione,
come coloro che mostrano la strada a chi vuol vedere qualcosa.
L'insegnamento pu riguardare soltanto la via e il cammino; ma la
visione  tutta opera personale di colui che ha voluto
contemplare. [...].

(Plotino, Enneadi, Rusconi, Milano, 1992, pagina 1343-1345).

